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Il settore immobiliare: il bilancio del 2016

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Il 2016 ha registrato, nel primo semestre, un consolidamento della crescita del numero di richieste, da parte delle famiglie italiane, di mutui e surroghe: +14,6% rispetto al 2015. La fascia d’età che attua una maggiore richiesta per i muti è quella che va dai 35 ai 44 anni; ma solo il 24,7% del totale acquista una casa. Spingono ad essere ottimisti i dati relativi all’importo medio richiesto per i mutui: a giugno 2016 il valore medio richiesto è stato di 122.992 Euro.

Nel primo semestre dell’anno le preferenze degli italiani si sono concentrate in mutui compresi tra 100.000 Euro e 150.000 Euro.

Rispetto al primo semestre del 2015, si ha una lieve differenza dello 0,5%.

Per quanto riguarda invece il prezzo d’acquisto delle abituazioni, sono in continuo calo. Secondo i recenti dati pubblicati dall’Istat, il 2016 si chiude con una diminuzione dei prezzi delle abitazioni del 14,9%.

Si è registrato, infine, un calo sia delle nuove costruzioni, che del comparto delle ristrutturazioni, nonostante gli incentivi.

Prospettive future

Per l’anno 2017 l’ANCE, l’Associazione nazionale costruttori edili, prevede un’ulteriore diminuzione dei livelli produttivi, a meno che non ci siano gli interventi politici tanto auspicati.

La causa di questa situazione stagnante non è da addebitare solo alle condizioni economiche del Paese: mancano gli investimenti pubblici, e se l’inizio dell’anno si era aperto con una stima di crescita dei lavori pubblici del 6%, dopo sei mesi siamo ad un misero 0,4%. Si sono ridotti i bandi di gara -13,3%, con un -60,% dei bandi comunali e gli importi posti in gara -36,2%. Anche l’accesso al credito non migliora, né tantomeno i tempi per il pagamento da parte delle Pubbliche Amministrazioni.

La domanda che in molti si pongo è se la situazione migliorerà. Non è semplice fare delle previsioni, tuttavia secondo l’ultimo rapporto realizzato dalla RUR, Rete Urbana delle Rappresentanze, è possibile vedere un ritorno del segno positivo per l’inizio del 2018.

Ciò che ci aspetta quindi nel prossimo triennio 2016-2018 è innanzitutto una normalizzazione e, necessaria modernizzazione, del real estate italiano, basate su un più avanzato rapporto tra domanda e offerta, che meglio risponda alle reali esigenze.

Compravendite e prezzi seguiranno una tendenza di crescita e stabilizzazione, che torneranno ad aumentare solo nel 2018. I prezzi segneranno un nuovo massimo intorno al 2024, superiore a quanto raggiunto in precedenza; mentre per il comparto residenziale si assisterà ad un aumento delle compravendite che nel 2018 è stimato a +5,5%.

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